Archivio per pensieri

Ahi, Phone

Posted in Internet, pensieri, società con i tag , , , on Mercoledì, 23 Luglio 2008 by castavita

Ieri ho avuto per le mani per la prima volta l’oggetto di culto delle ultime settimane, il concetrato di tecnologia che ha intasato i negozi di richieste e sollevato nelle ultime settimane un mare di polemiche.

Devo dire di essere rimasta abbastanza delusa. Innanzitutto perchè come telefono non mi sembra per nulla all’altezza della concorrenza. Niente videochiamata. Niente MMS. Niente registrazione video. Batteria non intercambiabile.

Poi quella che è stata pubblicizzata come la sua caratteristica più peculiare, il display touchscreen, a me non piace per nulla. Mi manca la sensazione fisica, tattile ed acustica, del tasto.

Indubbiamente è un prodotto carino e ben fatto. Ma sono giustificate tutte le polemiche? E tutto il battage dei giorni scorsi?

Non comprendo chi l’ha definito una ‘pietra miliare’. Già prima si navigava in mobile, si scrivevano le e-mail per la strada, ci si muoveva con il navigatore GPS.

Nè comprendo le polemiche nate: E’ caro? a me sembra allineato ai prezzi dei prodotti della concorrenza. Le tariffe? Che senso ha acquistare un prodotto nato per lavorare online se non hai una offerta di connettività? La disponibilità? Non è mica la prima volta che un prodotto al suo esordio sia difficile da reperire nei negozi.

Scomodare addirittura l’anti-trust per un gadget tecnologico mi sembra veramente esagerato. Lo capirerei se l’oggetto in questione consentisse di fare cose che altri non fanno. Ma, alla fine, consente solo di farle diversamente e, secondo me, non necessariamente meglio.

E’ però significativo il livello di rumore che si continua a fare in merito. Come la notizia che le donne lo accusino di misoginia, o la bufala dell’uomo che si sarebbe fatto ridurre chirurgicamente le dita per potere usare il display touch-screen.

Tanto di cappello agli uomini del marketing dell’azienda di Cupertino.

Come diceva Renzo Arbore in un vecchio spot di una birra: meditate, gente, meditate.

Associamoci

Posted in società con i tag on Mercoledì, 16 Luglio 2008 by castavita

Ho appena finito di ascoltare al programma della Falcetti su Radio1 le polemiche suscitate dall’inchiesta de ‘il Giornale‘ riguardante le associazioni dei consumatori.

In un vivace dibattito fra la conduttrice ed uno dei suoi ospiti abituali si è parlato della funzione sociale delle attività di mediazione delle associazioni. Funzione meritoria in quanto sollevano il cittadino dalla necessità di ricorrere ad una causa per fare valere i propri diritti.

A detta dell’ospite pare che solo in occasione di un noto crack l’attività sia stata di 33 mila interventi di mediazione a fronte di circa di 2000 cause. Poco dopo, ha anche dichiarato il compenso che la sua associazione percepisce dalla controparte: 100 euro per ogni mediazione verso il sistema bancario e di 70 euro nel settore assicurativo.

Bel giro di affari. 33.000 x 100 = 3.300.000 euro?

Vista l’ora, sarò io che sto prendendo un abbaglio.

La percezione di noi

Posted in Io, pensieri con i tag , , , , on Mercoledì, 16 Luglio 2008 by castavita

Ieri, girando sul blog Enchanted World, ho letto questo intervento dal titolo Bizzarro è e dal sottotitolo Essere percepiti dagli altri come non immagineresti mai.

Sarà che mi trovo in un momento particolare, sono piuttosto giù di tono, ma l’osservazione di Alhandra mi ha colpita molto. Riflette, sia pure in termini diversi, una esperienza che ho vissuto anche io, e continuo a rivivere piuttosto di frequente. Quella di una discrepanza, spesso profonda, fra la percezione che ho di me ed il modo in cui vengo percepita dalle persone con le quali mi relaziono.

E’ un punto su cui sono piuttosto sensibile. Sarà forse uno strascico del brutto periodo cho ho descritto ne ‘Il Male Oscuro‘. D’altro canto la percezione di se stessi è strettamente legata all’autostima ed al rapporto con il corpo, che è poi il luogo della nostra identità. Rapporto che nel corso della mia esistenza è stato per un bel pezzo estremamente conflittuale.

Sarà forse per questo che, di solito, gli altri hanno di me una visione generalmente più positiva di quella che medio dalla mia autopercezione? O, invece, questa discrepanza è dipendente solo da un problema di comunicazione? Derivante, cioè, dalla (in)capacità di trasferire agli altri le informazioni chiave che servono per farsi un quadro, il  più oggettivo possibile, della persona che hanno di fronte?

Ma, allora, quale di queste diverse percezioni costituisce la realtà, se una realtà esiste? Sono io che mi sottovaluto o gli altri che mi sopravvalutano?

E perchè alcuni sono capaci di scendere nel tuo io, di leggerti dentro come un libro aperto mentre altri non vanno oltre la buccia più esterna del tuo essere? Superficialità di chi ti guarda, o capacità di sintonia di chi ti osserva?

Purtroppo non ho risposte, ma solo domande. Le imbottiglio e le lancio nel mare magno di Internet. Chissà che qualcuno, prima o poi, non mi dia una mano a capire.

Il male oscuro

Posted in Sessualità, pensieri, società con i tag , , , on Lunedì, 14 Luglio 2008 by castavita

Permettetemi una digressione su di un tema serio.

Sabato, dal parrucchiere, ho letto un trafiletto sulla tragica morte della modella kazaka Ruslana Korshunova.

Avevo già sentito in radio e letto sui giornali che il suicidio, benchè inspiegabile agli occhi delle persone che la frequentassero, era l’unica ipotesi attendibile. Leggendo il breve articolo ho però appreso che l’apparente serenità mascherava un disagio profondo, emergente degli scritti del suo diario.

In una tragedia come questa, quello che solleva più meraviglia è come un senso di angoscia così grande da non essere più sopportabile possa non dare segnali premonitori agli amici, alle persone che frequentavano la modella.

Essendoci passata, molti anni or sono, comprendo pienamente la situazione. Anche io ho trascorso un lungo periodo buio nella mia vita, di seria depressione, al culmine del quale sono arrivata al punto di passare in rassegna tutti i metodi buoni per porre fine alle mie sofferenze.

Tutto questo conducendo una vita apparentemente del tutto normale: sempre, per così dire, con il sorriso sulle labbra. Forse per la mia grande introversione, chi mi frequentava non aveva grandi possibilità di rendersi conto che in me le cose non andavano assolutamente per il verso giusto.

Comunque dei segnali, anche se sicuramente modesti, li lanciavo. La prima a coglierli, e ad avere il dubbio che potessi avere dei problemi, fu mia sorella. Grazie a questo, e grazie all’aiuto di tutta la mia famiglia, sono riuscita a venirne fuori e ad essere, oggi, una persona felice.

Perchè racconto la mia esperienza?

Chi vive la depressione non è sicuramente in grado di uscirne con le sole proprie forze. Si soffre, soli in un mondo buio e senza orizzonte. Si ha bisogno di un aiuto, che può venire solo dalle persone care, e di un supporto competente. E, soprattutto, non di frasi fatte alla tirati su o la vita è bella da vivere.

Ma perchè l’aiuto possa arrivare bisogna essere attenti a riconoscere l’istaurarsi di una stato di depressione nelle persone che ci vivono accanto. Tenendo sempre presente il fatto che – come è stato nel mio caso – questo stato potrebbe essere tutt’altro che palese.

Sensi di colpa, malinconia, problemi con l’alimentazione e con il sonno, scarsa autostima e, soprattutto, la mancanza di un orizzonte nella mia vita sono stati i démoni che io ho dovuto fronteggiare. Di tutti oggi mi è rimasta solo un po’ di sana malinconia ad accompagnarmi nella vita.

Credo che parlarne sia importante. Perchè chi si trova dentro sappia che con l’aiuto giusto si può uscirne e che è possibile ritrovare la propria serenità. Perchè chi si trova accanto sappia che non bisogna essere attenti ai segnali che dovessero arrivare. Perchè la società sappia che la depressione è un problema da non sottovalutare e da inquadrare nel giusto contesto.

Per ulteriori informazioni: Associazione per la ricerca sulla depressione, Neuropsy.it/depressione.