Archivio per Cinema

A tutto vapore

Posted in Cinema, Scienza, società con i tag , , , on Lunedì, 4 Agosto 2008 by castavita

Venerdì corso Sophieboop, in commento ad un suo intervento, citava la sua preferenza per il genere cyberpunk. Anche a me non dispiace, ma, da vera appassionata di un genere che può essere considerato un suo diretto cugino, non posso resistere dal contribuire all’ingolfamento del cyberspace sprecando un po’ di byte per parlarvi dello Steampunk.

Come genere letterario nasce ufficialmente nel 1979, all’incirca assieme al cyberpunk, ma anzichè focalizzarsi sulle ambientazioni basate sulla tecnologia dell’informazione, società computerizzate e sulla condivisione della conoscenza, lo steampunk è ambientato decisamente nel passato.

Più specificatamente in una fantascientifica seconda metà dell’ottocento, in piena epoca vittoriana, disegnando una società in cui la tecnologia si è sviluppata non per mezzo dell’energia elettrica, ma utilizzando la meccanica e le macchine a vapore.

In questa ambientazione si snodano storie basate su sofisticatissime tecnologie basate sistemi meccanici, calcolatori idraulici o analogici, macchine analitiche, dispositivi magnetici. In grado di implementare molte delle caratteristiche della realtà attuale, ma senza utilizzare un briciolo di energia elettrica, alla luce di lampade ad acetilene.

Il giornalista Journalist Douglas Fetherling lo definisce in modo ammirevole con le parole “come sarebbe stato il passato se il futuro fosse accaduto prima”.

Comunque, anche se il genere vede ufficialmente la nascita con Morlock Night di K.W. Jeter, a mio parere anche tanti romanzi del passato, a partire da H.G.Wells e Verne, rientrano a pieno titolo nel genere letterario.

Genere che ovviamente ha avuto anche numerose incarnazioni cinematografiche, ovviamente con grande sfoggio di effetti speciali. Delle tante, la più calzante – senza entrare in giudizi sulla qualità della pellicola – è sicuramente Wild, wild west. Ma anche pellicole come Ritorno al futuro – parte III, The time machine e Sky Captain and the world of tomorrow sono degne di essere citate.

Credo sia abbastanza facile comprendere il perchè di questa mia predilezione. Viste le mie passioni ed i miei interessi, l’atmosfera steampunk rappresenterebbe forse l’ambientazione ideale per il mio stile di vita. Un connubio fra gli aspetti positivi positivi della società moderna e calma, tranquillità e centralità dell’individuo che caratterizzava l’epoca in oggetto. Con uomini in cilindro e redingote,  e donne in corsetto, sellino e crinolina. 

Cosa desidererebbe di più chi, come me, piacerebbe vivere nel passato?

Wilma, butta la clava!

Posted in Cinema, Io, Moda, sesso con i tag , , , , , , on Lunedì, 16 Giugno 2008 by castavita

Questo weekend abbiamo approfittato del tempo un po’ meno brutto per fare la prima uscita al mare dell’anno, sperando che l’arrivo dell’estate alla fine della settimana segni definitivamente il taglio con la pioggia e con i fenomeni che hanno contraddistino la primavera agli sgoccioli.

Il clima è stato sufficientemente clemente da consentirmi la prima uscita in costume, che è una prova sempre un tantinello ansiogena. Comunque siamo stati bene e sabato mio marito mi ha portato al cinema a vedere ‘Sex in the City’, che avevamo mancato sino ad ora nonstante fossimo entrambi curiori di vederlo.

Ieri sera, di ritorno a casa, ho poi seguito una trasmissione che avevo messo a registrare nel weekend da RaiSat: L’ultima puntata di Tatami, un programma un po’ sui generis, ma tutto sommato gradevole ed interessante. Il tema della puntata era “l’emancipazione femminile”.

Se a questo aggiungete la lettura dell’intervento di Pytta su ‘Molto Rumore per Nulla’ e dei successivi commenti, compreso il mio, comprenderete come il caso mi abbia ripetutamente messo sotto gli occhi uno dei temi che più mi sta a cuore.

Non posso, quindi, esimermi da scrivere due righe di pensieri a zonzo sull’argomento, iniziando dall puntata di Tatami.

Sono stata molto colpita dalla testimonianza di una donna, scaricata da una collega con cui stava avviando una attività professionale. Il tutto perchè – rimasta incita – si era assentata a causa di seri malori che l’avevano poi portata, dopo alcuni giorni, all’aborto spontaneo del feto. Scaricata perchè ritenuta inaffidabile da un’altra donna che, peraltro, aveva partirito da poche settimane. Da qui il primo interrogativo: esiste la solidarietà femminile, o è un mero mito?

Interessante anche il confronto fra due degli ospiti in studio: Mughini ed una giornalista di cui non ho memorizzato il nome. Le tematiche affrontate, sostanzialmente, sono state sempre le stesse. Le difficoltà delle donne, la percentuale di occupazione, la natalità, la rappresentatività parlamentare. Mi hanno fatto sorridere, ma con un bel po’ di retrogusto, le battuta del coloratissimo giornalista, che specie sulla rappresentatività parlamentare ha affermanto che è il politico è un lavoro che non vale la pena di fare (per le donne?). Poi alle rimostranze della controparte, che sosteneva invece il diritto di chi vuole intraprendere proprio quella carriera, ha ribattuto dicendo che le donne sono già rappresentate in politica: c’è la Prestigiacomo, la Rosy Bindi, la Rita Levi Montalcino… Stendiamo un velo pietoso.

Il clou, dal mio punto di vista, è stato invece l’intervista da Panama alla scrittrice Isabella Santo Domingo, autrice del libro “AM/FM Impiegata di Merda o Felicemente Mantenuta” citato da Pytta nel suo intervento ed anche di “Gli uomini le preferiscono idiote”. Isabella ha spiegato il suo punto di vista sulla tesi del maschilismo per convienza sostenuta nei suoi lavori. A me ha fatto tornare alla mente vecchie rmemorie di bambina, quando sentivo alcuni adulti fare affermazioni del tipo: una donna o è bella e scema, o intelligente e brutta. E mi chiedevo perchè mai Madre Natura delle quattro combinazioni ne scartasse aprioristicamente almeno una.

Già l’intervento di Pytta mi aveva stuzzicata, ma l’intervista mi ha fatto consolidare una grande voglia di leggere entrambi i testi. Sono rimasta meravigliata del fatto che ad una prima ricerca sembra che non ne esistano traduzioni, ma sono disponibile a rispoverare quel poco di spagnolo che conosco per scendere un po’ più a fondo nell’argomento.

Le donne di Sex in the city sono diametralmente sull’altro opposto. Il film è piacevole, ma il modello proposto è totalmente al di fuori della mia logica, per tutta una lunga serie di ragioni. Ne cito solo tre. Alla base perchè le sento totalmente prive di riguardo verso i problemi di etica. Perchè non condivido il modello de ‘la ricerca della felicità, costi quello che costi’. Ed infine perchè non mi piace l’ostentazione gratuita del lusso che le protagoniste fanno continuamente: basta provare a calcolare velocemente a mente il valore di vestiti ed accessori sfoggiati dalle protagoniste per schizzare rapidamente a cifre stratosferiche. E non lo considero giusto.

Saremo mai in grado di compensare diseguaglianze e disparità? Di trasformare la nostra società inculcando la cultura del rispetto? Di garantire ad ogni individuo il diritto ad esprimersi secondo i propri desideri?

C’è molto lavoro da fare.

Sidney Pollack

Posted in Cinema, Ricordi con i tag , on Martedì, 27 Maggio 2008 by castavita

Sidney Pollack ci ha lasciato e con lui un altro dei grandi del cinema non è più fra noi.

Come regista il lavoro che ho apprezzato di più rimane “La mia Africa”, un film che ho nel cuore e di cui ho già parlato. Ma altri suoi lavori sono rimasti nella storia del cinema, come ‘Dove eravamo’, ‘Tootsie’ o ‘I tre giorni del Condor’. Come attore lo ricordo nella parte di Victor Ziegler in ‘Eyes Wide Shut‘.

Ciao, Sidney. Grazie delle emozioni che hai saputo farmi provare.

Doppio Sogno

Posted in Cinema con i tag , , on Mercoledì, 21 Maggio 2008 by castavita

Mi gira ancora nella mente la melodia di Second Waltz, il brano di Dimitri Shostakovich che costituisce l’asse portante della colonna sonora di Eyes Wide Shut, l’ultimo film di Stanley Kubrick.

L’altra sera è passato su Raisat Cinema. E’ l’unico film di Kubrick che ho avuto il piacere di vedere al cinema. Che è l’unico posto dove si dovrebbero vedere i Film con la F maiuscola. Qualsiasi sistema alternativo, anche il più tecnologicamente avanzato, fornisce solo una pallida imitazione delle sensazioni che il grande schermo riesce a trasmettere.

Credo sia inutile sottolineare che Kubrick è uno dei miei registi preferiti.

Sicuramente è quello che coniuga in maniera più completa le mie due grandi passioni - immagine e musica.

Kubrick ha sempre prodotto opere con una fotografia straordinaria. Si dice che passasse anche giorni a studiare una singola inquadratura. La costruzione dell’immagine, con largo uso del grandagolare e di piani sequenza complessi, è unica. Ha sempre utilizzato sempre mezzi tecnici d’avanguardia, arrivando a farsi costruire lenti speciali dalla Zeiss per le riprese a luce di candela di Barry Lindon. Così come Il suo uso della Steadycam – utilizzata per la prima volta in Shining – rimane ineguagliato.

All’esperienza visiva ha poi sempre associato un commento musicale di assoluta originalità e di grande armonia con l’immagine. Con un largo uso di musica classica. Chi non ricorda i brani di Strauss di ‘2001, Odissea nello spazio’ o  le rivisitazioni al moog di W.Carlos in ‘Arancia Meccanica’?

Ma le opere di Kubrick non sono solo un ottimo esercizio di tecnica.

In particolare Eyes Wide Shut trasforma il breve romanzo Doppio sogno di Arthur Schnitzler in una interpretazione visionaria del lato oscuro dell’amore. Il percoso parallelo di due persone, marito e moglie, che si perdono su percorsi differenti, ma paralleli. Basati per lei sulla fantasia erotica, per lui su una esperienza ai limiti della sopravvivenza. E per ritrovarsi, alla fine, di nuovo assieme.

Io ho letto volutamente il libro dopo aver visto il film per non alterare l’esperienza. Ed all’epoca mi colpì molto. Più di 2001, che è il secondo della mia classifica personale, ma che non ho mai visto al cinema. Fino ad ora mi ero sempre rifiutata di vederlo in televisione.

Paccato che da noi in provincia nelle sale non passi mai una rassegna dei capolavori del passato.