Archivio per BDSM

Vivere per il sesso

Posted in Sessualità, pensieri, sesso con i tag , , , , , , on Giovedì, 29 Maggio 2008 by castavita

Premetto che l’argomento, pur non avendo nulla di scabroso, è riservato ad un pubblico maturo.

Alison sul suo sempre interessantissimo blog ha inserito due post che hanno avviato una interessante discussione.

Il post più interessante è questo (e la sua traduzione automatica)

Il riferimento è al blog ‘Maria’s Diary’, che riporta il diario del rapporto BDSM fra una moglie dominante e suo marito. Riporto i due passi citati da Allison, che mi permetto di tradurre io in Italiano in quanto la traduzione di Google lascia molto a desiderare (sperando che la mia sia migliore…):

Non indosso mutandine, ma ho dormito tutta la notte indossando un reggicalze nero di pelle e le calze, ed anche un reggiseno preformato di gomma nera con i fori per i capezzoli (molto più comodo per dormire che uno con il ferretto, sebbene questo non sia realmente un problema). Indossare a letto indumenti come questi mi fa sentire molto più eccitante e se mi sveglio nella notte mi piace carezzare le mie calze con la mano, toccare i ganci delle giarrettiere, spostare la mano in alto verso la mia vagìna. Non voglio iniziare a masturbarmi, ma infilare delicatamente le mie dita dentro di me, per provare un caldo senso di conforto mentre mi reimmergo nel sonno.

e

Scendo in cucina. Il modo in cui sono vestita è quello tipico di tutti i giorni in cui non cerco qualcuno e non devo girare delle scene: reggiseno, mutandine, reggicalze (o corsetto), calze, scarpe o stivali con il tacco alto, un maglione o un cardigan. Molto spesso indosso anche una microgonna attillata in gomma o in PVC. Mi sento comoda, rilassata e sexy (e per quanto strano possa sembrarvi, sarei estremamente scomoda se non indossassi i tacchi).

Le considerazioni fatte da Alison e dai suoi ospiti (me compresa) le trovate nel post originale ed in questo.

E abbastanza chiaro che Maria ha una visione della vita molto diversa dalla mia. A paragone, io mi sento da questo punto di vista proprio una puritana. Per me ci sono occasioni per essere sexy e cerco di viverle al meglio. Ma sesso ed erotismo sono solo alcune delle componenti del mio essere. Ce ne sono altre molto più importanti, prima di tutte l’amore. Se indossare sempre i tacchi è logico per chi li usa molto, l’essere sexy in pianta stabile mi suona strano, forzato. Io a casa vesto abiti informali e comodi. E di notte solitamente dormo nuda, con addosso solo la cintura.

Di qui la domanda: è giusto vivere per il sesso?

Mi sembra molto calzante l’osservazione fatta, in merito, da SanderO:

Spesso mi chiedo: quando uno non ha limiti per ciò che può fare con la propria vita sessuale… questa può essere alimentata e rafforzata dalla fantasia che sembra richiedere… o la vita diventa seccante o noiosa?

A mio giudizio, hanno ragione i latini: est modus in rebus. Il troppo storpia. E secondo voi? 

Esperimento

Posted in Io, Sessualità con i tag , , , , on Mercoledì, 14 Maggio 2008 by castavita

Una delle domande canoniche in tema di sesso è: quante volte alla settimana?

A me, sinceramente, sembra una domanda piuttosto scema e per certi versi inquietante. Sicuramente è una questione che svilisce la manifestazione di un sentimento profondo. Lo riduce ad un atto di cui tenere traccia, da gestire al pari delle spese familiari. Potrebbe essere una funzione da aggiungere a gnucash. Così, oltre alle spese, ai titoli (per chi li ha), si potrebbe fare una contabilizzazione dei rapporti. Mi immagino la scena. “Amore, siamo in passivo sul budget. Dobbiamo recuperare 1,7 rapporti alla settimana”.

Comunque, a noi (io e mio marito) piace farlo quando ne abbiamo voglia e non abbiamo un target concordato. E lo facciamo spesso, in relazione alle energie rimaste alla fine della giornata.

Quello che ci condiziona un po’ è il fatto che, come ho più volte detto, mi piace farmi legare. E che ci piace esplorare cose nuove in questo ambito.

Una delle cose interessanti del love bondage in un rapporto stretto di coppia è che si tratta di giochi lunghi, coinvolgenti, che portano via molto tempo ma che saziano in maniera profonda. Questo da una parte è molto bello. Dall’altro limita molto le possibilità di praticarlo per chi, come noi, deve dedicare molte delle risorse della settimana al lavoro, e spesso si trova distrutto a fine giornata.

Fortunatamente ci sono i giorni festivi. Il sabato è il giorno che amo di più. Sarò rimasta condizionata da Giacomo Leopardi, ma è l’unico che sento realmente mio. Prima o poi ne parlerò più diffusamente, anche se credo proprio di non essere la sola a considerarlo tale. E dato che il sabato sia io che mio marito non lavoriamo, possiamo ritagliarci tutto il tempo necessario per vivere assieme le nostre esperienze ed esplorare cose nuove.

Consentitemi di inserire una nota. Il bondage, se fatto da persone preparate e con il cervello, non è più pericoloso di una passeggiata in bicicletta. Ma alla stessa stregua, se è fatto senza rispettare le norme elementari di prudenza, può essere pericoloso. Quindi: se volete provarlo, usate la testa e non cercate di fare il passo più lungo della gamba.

A me, ad esempio, piacerebbe molto provare lo Shibari, una tecnica giapponese molto sofisticata e che, quindi, richiede un livello di conoscenza abbastanza avanzato. Ma ci sono cose più semplici ed efficaci, come ad esempio la mummificazione. Consiste nel farsi avvolgere strettamente tutto il corpo con la pellicola domopack. O meglio, quella che si usa per gli imballaggi che è più resistente e costa meno. Lasciando fuori, ovviamente, solo la testa e i punti strategici. Volendo poi è possibile rafforzare le parti deboli con nastro da imballaggio. O se volete un contenimento migliore, ripassare tutte le aree ricoperte dalla pellicola con il nastro.

Mi piacciono molto le sensazioni che trasmette questo bozzolo artificiale. Alla immobilizzazione aggiunge anche un piacevolissimo effetto sauna, perchè la pallicola limita la traspirazione del corpo. Ed è estremamente eccitante sommare a queste stimoli quello aggiuntivo di una benda che, togliendoti la vista, scioglie le briglie anche alla tua immaginazione.

Amo esser tenuta a lungo, così, sul filo del piacere.

Consetitemi una chiosa, che reputo importante: in questi giochi, il motore del mio partnere non è costituito dal suo piacere, ma dal mio. A lui piace fare questi giochi perchè danno piacere a me. Così come in altri momenti la situazione è capovolta ed il mio piacere deriva dal suo. E questi momenti culminano sempre con il piacere di entrambi. In quante altre coppie normali il motore è il piacere dell’altro e non, invece, puramente quello dell’egoismo?

Per inciso vi suggerisco un altro uso del domopack in camera da letto.

Ed ora fatemi venire al titolo, che può sembrare fuori luogo. In effetti questo post è per me un piccolo esperimento, forse un po’ malizioso. Ho visto che ho un numero abbastanza costante di lettori segue i miei pensieri a zonzo. Questa compagine, però, cresce vistosamente ogni volta che le mie elucubrazioni affrontano l’argomento ’sesso’. E’ un caso?  Voglio fare la ‘prova del 9′. Vedremo se la mia ipotesi è confermata o smentita: sono molto curiosa.

Vi farò sapere.