Venerdì corso Sophieboop, in commento ad un suo intervento, citava la sua preferenza per il genere cyberpunk. Anche a me non dispiace, ma, da vera appassionata di un genere che può essere considerato un suo diretto cugino, non posso resistere dal contribuire all’ingolfamento del cyberspace sprecando un po’ di byte per parlarvi dello Steampunk.
Come genere letterario nasce ufficialmente nel 1979, all’incirca assieme al cyberpunk, ma anzichè focalizzarsi sulle ambientazioni basate sulla tecnologia dell’informazione, società computerizzate e sulla condivisione della conoscenza, lo steampunk è ambientato decisamente nel passato.
Più specificatamente in una fantascientifica seconda metà dell’ottocento, in piena epoca vittoriana, disegnando una società in cui la tecnologia si è sviluppata non per mezzo dell’energia elettrica, ma utilizzando la meccanica e le macchine a vapore.
In questa ambientazione si snodano storie basate su sofisticatissime tecnologie basate sistemi meccanici, calcolatori idraulici o analogici, macchine analitiche, dispositivi magnetici. In grado di implementare molte delle caratteristiche della realtà attuale, ma senza utilizzare un briciolo di energia elettrica, alla luce di lampade ad acetilene.
Il giornalista Journalist Douglas Fetherling lo definisce in modo ammirevole con le parole “come sarebbe stato il passato se il futuro fosse accaduto prima”.
Comunque, anche se il genere vede ufficialmente la nascita con Morlock Night di K.W. Jeter, a mio parere anche tanti romanzi del passato, a partire da H.G.Wells e Verne, rientrano a pieno titolo nel genere letterario.
Genere che ovviamente ha avuto anche numerose incarnazioni cinematografiche, ovviamente con grande sfoggio di effetti speciali. Delle tante, la più calzante – senza entrare in giudizi sulla qualità della pellicola – è sicuramente Wild, wild west. Ma anche pellicole come Ritorno al futuro – parte III, The time machine e Sky Captain and the world of tomorrow sono degne di essere citate.
Credo sia abbastanza facile comprendere il perchè di questa mia predilezione. Viste le mie passioni ed i miei interessi, l’atmosfera steampunk rappresenterebbe forse l’ambientazione ideale per il mio stile di vita. Un connubio fra gli aspetti positivi positivi della società moderna e calma, tranquillità e centralità dell’individuo che caratterizzava l’epoca in oggetto. Con uomini in cilindro e redingote, e donne in corsetto, sellino e crinolina.
Cosa desidererebbe di più chi, come me, piacerebbe vivere nel passato?



