Ahi, Phone

Ieri ho avuto per le mani per la prima volta l’oggetto di culto delle ultime settimane, il concetrato di tecnologia che ha intasato i negozi di richieste e sollevato nelle ultime settimane un mare di polemiche.

Devo dire di essere rimasta abbastanza delusa. Innanzitutto perchè come telefono non mi sembra per nulla all’altezza della concorrenza. Niente videochiamata. Niente MMS. Niente registrazione video. Batteria non intercambiabile.

Poi quella che è stata pubblicizzata come la sua caratteristica più peculiare, il display touchscreen, a me non piace per nulla. Mi manca la sensazione fisica, tattile ed acustica, del tasto.

Indubbiamente è un prodotto carino e ben fatto. Ma sono giustificate tutte le polemiche? E tutto il battage dei giorni scorsi?

Non comprendo chi l’ha definito una ‘pietra miliare’. Già prima si navigava in mobile, si scrivevano le e-mail per la strada, ci si muoveva con il navigatore GPS.

Nè comprendo le polemiche nate: E’ caro? a me sembra allineato ai prezzi dei prodotti della concorrenza. Le tariffe? Che senso ha acquistare un prodotto nato per lavorare online se non hai una offerta di connettività? La disponibilità? Non è mica la prima volta che un prodotto al suo esordio sia difficile da reperire nei negozi.

Scomodare addirittura l’anti-trust per un gadget tecnologico mi sembra veramente esagerato. Lo capirerei se l’oggetto in questione consentisse di fare cose che altri non fanno. Ma, alla fine, consente solo di farle diversamente e, secondo me, non necessariamente meglio.

E’ però significativo il livello di rumore che si continua a fare in merito. Come la notizia che le donne lo accusino di misoginia, o la bufala dell’uomo che si sarebbe fatto ridurre chirurgicamente le dita per potere usare il display touch-screen.

Tanto di cappello agli uomini del marketing dell’azienda di Cupertino.

Come diceva Renzo Arbore in un vecchio spot di una birra: meditate, gente, meditate.

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