La resa

La settimana scorsa siamo stati nel nord del paese per una visita medica e abbiamo approfittato del ritorno per fermarci a Roma per il weekend da mia sorella.

Io non vado matta per la grande città. Le metropoli mi mettono in agitazione e non le considero a misura d’uomo. Ma hanno dei vantaggi innegabili rispetto alla provincia nella quale vivo, per cui quando mi trovo mi ci butto a capofitto.

Per cui, turismo a parte, mi sono arricreata (leggi: felicemente saziata) in un paio di fornitissime librerie e negozi di dischi per fare il pieno per l’estate. Dalle mie parti le librerie, in genere, non hanno una offerta particolarmente ampia ed è molto difficile trovare testi in lingua originale. E dopo La solitudine dei numeri primi, che peraltro mi ha deluso alquanto, andavo alla ricerca di qualcosa di meno scontato.

La settimana prossima, infatti, inizierà il mio periodo di ferie. E, non essendo più schiacciata dal tran-tran della vita di tutti i giorni potrò dedicare alla lettura il tempo e l’attenzione che si merita.

Fra i libri che ho acquistato ve ne è uno, in particolare, che mi ha molto incuriosita. Non è nuovo, ne avevo già sentito parlare, ma non mi era mai capitato a portata d’acquisto: The Surrender – an erotic memoir, di Tony Bentley.

La Bentley è una affermata ballerina classica, che ha dovuto lasciare l’attività a causa di un incidente. Già questo mi fa mettere in sintonia e sentirla vicina. La danza era una delle mie passioni da bambina ma, ahimè, il mio fisico formoso non mi ha consentito di andare al di là dei saggi di fine anno.

L’ho trovato, in lingua originale e per di più a prezzo scontato, e non ho resistito all’impulso di acquistarlo e di divorarlo. E’ una cosa che faccio spesso con i libri che catturano la mia attenzione: prima li leggo voracemente, poi – se l’interesse è confermato – li rileggo, con calma, gustandoli a pieno.

La Bentley è molto diretta e non lascia dubbi sul tema del libro: sodomia e sottomissione. Già dalle prime parole entra direttamente nell’argomento. “Nel mio culo. Non so l’esatta lunghezza, ma è sicuramente troppo grande – proprio giusto. Di medio spessore, nè troppo sottile, nè troppo spesso. Bello.

Ma è ancora più chiara nella introduzione: Qualcuno deve stare sopra, qualcuno sotto. Fianco a fianco è una noia. (…) L’eguaglianza nega l’evoluzione, previene l’azione. (…) La mia trasformazione non è da bottom a top, ma da bottom a bottom: dalla mia disgraziata sottomissione emotiva alla mia benedetta sottomissione sessuale.

E tesse l’ode a quella che definisce la sua porta sul retro per il paradiso.

E alla sottomissione come via di realizzazione:E’ attraverso questa resa fisica, questo percorso proibito, che ho trovato me stessa, la mia voce, il mio spirito, il mio coraggio (…) questa è la verità sulla bellezza della sottomissione. La potenza nella sottomissione.

A me la lettura vorace è piaciuta molto. Ora ho attaccato la lettura approfondita. Ma mi sento di consigliarvi  caldamente la lettura.

Sarà che l’ho sentita molto vicina nelle sensazioni e nei sentimenti.

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