Il male oscuro

Permettetemi una digressione su di un tema serio.

Sabato, dal parrucchiere, ho letto un trafiletto sulla tragica morte della modella kazaka Ruslana Korshunova.

Avevo già sentito in radio e letto sui giornali che il suicidio, benchè inspiegabile agli occhi delle persone che la frequentassero, era l’unica ipotesi attendibile. Leggendo il breve articolo ho però appreso che l’apparente serenità mascherava un disagio profondo, emergente degli scritti del suo diario.

In una tragedia come questa, quello che solleva più meraviglia è come un senso di angoscia così grande da non essere più sopportabile possa non dare segnali premonitori agli amici, alle persone che frequentavano la modella.

Essendoci passata, molti anni or sono, comprendo pienamente la situazione. Anche io ho trascorso un lungo periodo buio nella mia vita, di seria depressione, al culmine del quale sono arrivata al punto di passare in rassegna tutti i metodi buoni per porre fine alle mie sofferenze.

Tutto questo conducendo una vita apparentemente del tutto normale: sempre, per così dire, con il sorriso sulle labbra. Forse per la mia grande introversione, chi mi frequentava non aveva grandi possibilità di rendersi conto che in me le cose non andavano assolutamente per il verso giusto.

Comunque dei segnali, anche se sicuramente modesti, li lanciavo. La prima a coglierli, e ad avere il dubbio che potessi avere dei problemi, fu mia sorella. Grazie a questo, e grazie all’aiuto di tutta la mia famiglia, sono riuscita a venirne fuori e ad essere, oggi, una persona felice.

Perchè racconto la mia esperienza?

Chi vive la depressione non è sicuramente in grado di uscirne con le sole proprie forze. Si soffre, soli in un mondo buio e senza orizzonte. Si ha bisogno di un aiuto, che può venire solo dalle persone care, e di un supporto competente. E, soprattutto, non di frasi fatte alla tirati su o la vita è bella da vivere.

Ma perchè l’aiuto possa arrivare bisogna essere attenti a riconoscere l’istaurarsi di una stato di depressione nelle persone che ci vivono accanto. Tenendo sempre presente il fatto che – come è stato nel mio caso – questo stato potrebbe essere tutt’altro che palese.

Sensi di colpa, malinconia, problemi con l’alimentazione e con il sonno, scarsa autostima e, soprattutto, la mancanza di un orizzonte nella mia vita sono stati i démoni che io ho dovuto fronteggiare. Di tutti oggi mi è rimasta solo un po’ di sana malinconia ad accompagnarmi nella vita.

Credo che parlarne sia importante. Perchè chi si trova dentro sappia che con l’aiuto giusto si può uscirne e che è possibile ritrovare la propria serenità. Perchè chi si trova accanto sappia che non bisogna essere attenti ai segnali che dovessero arrivare. Perchè la società sappia che la depressione è un problema da non sottovalutare e da inquadrare nel giusto contesto.

Per ulteriori informazioni: Associazione per la ricerca sulla depressione, Neuropsy.it/depressione.

Una Risposta a “Il male oscuro”

  1. [...] sono piuttosto sensibile. Sarà forse uno strascico del brutto periodo cho ho descritto ne ‘Il Male Oscuro‘. D’altro canto la percezione di se stessi è strettamente legata all’autostima [...]

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