Indipendenza e Sottomissione

Da quando ho reso pubblica la mia email ho ricevuto svariati messaggi che hanno per tema alcuni dei concetti che ho espresso su questo blog in merito alla mia sottomissione.

Sintetizzando al massimo i concetti più frequenti espressi nelle e-mail, quello che ha generato maggiore curiosità è una apparente discrepanza fra l’immagine di me che traspare dai miei interventi e quello che è, evidentemente, lo stereotipo della donna sottomessa: debole, senza idee, con scarsa personalità o poco istruita.

Sul versante opposto, è la questione di come si possa sposare l’immagine di mio marito di uomo attento, amorevole, pronto e presente con i concetti negativi, quasi di abuso, associati alla ‘dominazione’ ?

A me piace riaffermare alcune cose che ha scritto qui e là nei miei interventi. Credo proprio di essere una donna indipendente, in grado di cavarsela da sola in una ampia gamma di situazioni, con una decente cultura di base, che lavora attivamente, con un carattere sufficiente forte e deciso, che crede nella parità fra uomo e donna nel rispetto della diversità dei ruoli. Per intenderci, nulla a spartire con la donna perfetta del fim di Frank Oz.

Quindi la mia sottomissione non è indice di debolezza o di incapacità di sostenere determinati ruoli. E’ la scelta di una persona, emotivamente stabile, tutt’altro che passiva, che ha una idea chiara del proprio futuro e della propria vita. Peraltro una scelta che non ho attivamente ricercato, ma che ho trovato congeniale in seguito ad una serie di esperienze che ho avuto la fortuna di avere nel corso della mia esistenza.

E’ una scelta che ho avuto la possibilità di fare perchè ho trovato nella mia vita la persona giusta, con cui si è creato un livello di intesa e complicità che mai avrei pensato sarebbe stato possibile raggiungere. E’ un rapporto di interdipendenza di cui ho già parlato, per cui non voglio ripetermi.

Quello che vorrei sottolineare è che un rapporto come il nostro funziona solo se ci sono da entrambe le parti dei caratteri forti. Proprio perchè nella dominazione e nella sottomissione non vi sia la sopraffazione dell’altro, ma il rispetto profondo nella differenza dei ruoli che ci siamo scelti di comune accordo. Per me essere sottomessa non significa dire sempre e solo si o annullare la mia personalità, anzi. Significa piuttosto che, da una persona sensibile ed emotiva, gioisco e sono gratificata dalla attenzione che il mio amore pone nel nostro rapporto.

E’ un substrato che cementa e fortifica la nostra intesa di coppia – fisica, sessuale e psicologica. Ma che assolutamente non intacca la nostra individualità ed indipendenza.

Può essere difficile da comprendere per chi non la vive. Ma così è. Grazie a Dio.

3 Risposte a “Indipendenza e Sottomissione”

  1. Che bel post!Spero che aiuti davvero a chiarire la natura dei rapporti dominio/sottomissione…perchè troppo spesso non si capisce che non è una deviazione della personalità o sintomo di debolezza, dipendenza o quant’altro, ma un atto d’amore e una scelta consapevole.
    So.

  2. Grazie So, lo spero anche io!

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