Archivio per Luglio, 2008

Viva le blogger

Posted in Tecnologia, pensieri, società con i tag , , , on Giovedì, 31 Luglio 2008 by castavita

Leggo su Repubblica che negli USA il numero delle donne blogger va rapidamente approcciando quello dei colleghi uomini. Secondo le ultime stime le blogger costituirebbero il 46% del totale statunitense.

E’ un bel risultato, visto che la tecnologia è sempre stata vista come spazio privilegiato per il sesso ‘forte’. Sarei curiosa di conoscere la situazione qui in Italia.

Sarà forse perché siamo logorroiche e, quindi, proviamo un gusto particolare a riempire di chiacchiere, sensazioni e pensieri la blogosphere?

Il piacere della sottomissione

Posted in Scienza, Sessualità con i tag , , , on Mercoledì, 30 Luglio 2008 by castavita

Mi è capitato spesso di leggere, come in questo caso, come la sottomissione femminile venga considerara una parafilia.

Gironzolando su internet mi sono invece imbattuta in questo articolo (la traduzione automatica è qui) su webmd che tende a ribaltare tali tesi.

L’articolo, datato luglio 2005, riporta le conclusioni di uno studio dell’Università del Michigan e riporta una intervista alla dott.ssa Amy Kiefer.

Interessanti le conclusioni: ‘Abbiamo dimostrato che le donne tendono ad associare il sesso con la sottomissione, senza averne necessariamente una conoscenza razionale. Le donne non hanno probabilmente una programmazione ad essere sottomesse sessualmente ed una maggiore consapevolezza del problema può aiutarle a raggiungere una maggiore soddisfazione sessuale’.

Oggi mi sento meglio…

Corri, ragazza, corri.

Posted in Moda, società con i tag , , , on Lunedì, 28 Luglio 2008 by castavita

Sembrava più che altro una amenità o una follia di primavera, ma la “corsa sui tacchi” continua a diffondersi in giro per il mondo.

L’iniziativa l’aveva presa la rivista Glamour un paio di anni or sono ad Amsterdam. Una corsa di 150 metri con ai piedi un paio di scarpe con almeno un tacco 7 e largo al massimo 1,5 cm. Primo premio: 10.000 euro. Stimolante trofeo per una manifestazione che può essere simpaticamente accattivante, ma anche decisamente pericolosa per le caviglie delle concorrenti.

Grande successo di pubblico, l’iniziativa è stata replicata da Glamour, come a Mosca in questa primavera (un reportage da flickr è qui), ma anche per la rivista, che pare abbia incrementato la circolazione dalle 99.000 copie registrate prima dell’evento, alle 160.000.

La corsa è ora approdata negli USA. Con altrettanto successo di pubblico e anche qualche maschietto in corsa, con tanto di scarpette a spillo rosa. L’estensore dell’articolo sostiene che le concorrenti hanno preferito indossare scarpe economiche e lasciare le Manolo a casa. Chissà mai perchè…

L’iniziativa è comunque simpatica. Se ce ne fosse una a portata di mano non mi dispiacerebbe mettere da parte la pausa delle storte alle caviglie e fare un tentativo. Lo so già, arriverei ultima.

Ma l’importante è partecipare.

Casti quel che casti

Posted in Moda, Sessualità, pensieri, sesso, società con i tag , , , , on Giovedì, 24 Luglio 2008 by castavita

La Corte di Cassazione si è nuovamente espressa sul rapporto fra jeans e violenza sessuale affermando il principio che i jeans non sono una cintura di castità. L’indumento non costituisce una sorta di ‘protezione’ dalla violenza sessuale e, quindi, l’indossarli non implica la consensualità delle parti.

Mi sembra un punto importante dopo la scandalosa Sentenza dei jeans del 1999, in cui la stessa corte affermò, invece, sostanzialmente il principio che i jeans non potevano essere sfilati senza la collaborazione di chi l’indossa. Implicando, quindi, la consensualità delle parti.

La nuova sentenza ha quindi rimesso le cose a posto, eliminando una scappatoia che, al giorno d’oggi, è del tutto priva di logica.

Ma in passato neanche poi così lontano, alcuni indumenti hanno realmente assolto ad una funzione, per così dire, di dissuasione. Con al primo posto  guaine e busti di vario tipo che ogni donna occidentale ha indossato sino alla fine degli anni settanta, quando il vento del femminismo e la tecnologia dei materiali ha rivoluzionato totalmente la strutturazione dell’intimo da donna.

Tracce se ne trovano nella memoria delle madri e delle nonne. O su internet. O nei film, come Quell’oscuro oggetto del desiderio, tutto incentrato su un rapporto impossibile, ben simboleggiato nella locandina, in cui una splendida Carole Bouquet per sfuggire a Fernando Rey indossa una inestricabile guaina.

In altre nazioni si ricorre ancora oggi ad analoghi sistemi di dissuasione. Come in oriente: alle massaggiatrici indonesiane hanno messo il lucchetto ai pantaloni per evitare problemi.

Non è che alcune proposte della moda riportino la mente verso quella direzione?