Della colpa e delle pene
Certo, siamo una nazione strana.
Sentivo in questi giorni svariati commenti sugli inasprimenti delle pene legate al reato di omicidio colposo causato da chi guida in stato di ebrezza, quasi allineate all’omicidio volontario. Quasi tutti gli autorevoli opinionisti si sono dimostrati favorevoli all’inasprimento, sostenendo la tesi che è giusto che chi è così incosciente da guidare in quelle condizioni debba essere punito adeguatamente.
Anche io sono daccordo che chi provoca incidenti stradali non possa ritrovarsi a distanza di qualche settimana libero e per di più testimonial di una campagna pubblicitaria. Ma non credo proprio che la soluzione giusta sia quella di sbatterli in carcere e buttare la chiave.
Non ho idea di quale sia la vostra esperienza. Nella mia carriera di guidatrice, attenta e ligia alle norme, non mi è mai capitato di essere fermata per controlli più di una volta all’anno, e mai di sabato sera, nonostante sia fuori il weekend di quasi tutte le settimane. Ed ogni volta il controllo si è limitato ai canonici ‘patente e libretto’, al più con il controllo della scadenza dell’assicurazione. Mai vista una verifica del tasso alcoolemico.
Se i controlli sono così rari, l’essere sorpreso alla guida in condizioni psicofisiche non consentite è mera casualità. E, come tutti sappiamo, lo stesso accade per i controlli di velocità, di efficienza dei veicoli, dello stato dei pneumatici e via di seguito.
Per aggiungere ulteriore confusione, siamo la nazione in cui le multe per eccesso di velocità o i semafori a giallo flash sono utilizzate da certi comuni per fare ‘cassa’. In cui ci sono ‘autostrade’ (vedi la Salerno-Reggio) con lunghi tratti con limite a 60. E si potrebbe proseguire a lungo con la lista.
All’estero se solo provi ad avvicinarti alle strisce pedonali gli automobilisti si fermano. E da noi? A me è capitato più di una volta di essere mandata a quel paese perchè mi ero fermata a fare attraversare un pedone. E’ vero, però, che spesso ci si ritrova con una sovrabbondanza di ‘zebre’ tali da quasi giustificare simili comportamenti. Con una disposizione della segnaletica che sembra fatta più per assolvere a questioni burocratiche che non finalizzata al buon funzionamento del sistema viario.
E’ questo il nostro concetto di ’sicurezza stradale’?
A me sembra che il comparto vada rivisto in modo radicale. Eliminando le tante storture della nostra rete stradale. Evitando le incongruenze e le ‘trappole’ che potrebbero indurre a giustificare i comportamenti scorretti. Ma organizzando le cose in modo da avere la certezza che chi infrange le regole verrà punito in relazione all’infrazione.
Solo avendo piena coscienza del fatto che il ‘passarla liscia’ è un eccezione, e non la regola, potremo ridurre i morti causati dalla mobilità individuale. Perchè sapere che chi ha provocato un decesso è stato punito severamente è ben magra consolazione se il decesso si poteva evitare.