Il sabato del villaggio

Come ho detto, il sabato è per me una giornata particolare.

E’ il culmine del weekend. E il weekend è scandito da ritmi diversi del resto della settimana. Più calmi. Più lenti. Più tranquilli. Più intimi.

Dal lunedì al venerdì l’orologio della giornata è fasato sui tempi del lavoro. Non che la cosa mi dispiaccia. Io sono una delle fortunate mortali ad avere un lavoro che ho scelto e che mi appaga e mi soddisfa. Ma il dovere dipendere da entità che sono al di fuori del mio controllo inevitabilmente taglia via dalla mia vita dello spazio prezioso. In più, come ogni moglie ben sa, bisogna conciliare l’attività lavorativa esterna con quella domestica. Cucinare, rassettare la casa, fare il bucato. Alla fine della giornata, anche se mio marito è sempre presente e mi aiuta non poco, sei buona solo per dormire. Ed è già un gran successo se riesco a leggere qualche pagina di un buon libro prima che le palpebre calino pesanti sui miei occhi.

Il sabato, invece, l’orologio è scandito dai ’nostri’ tempi.

Sveglio il mio amore, per assaporare assieme il momento del risveglio. Mi alzo con calma, senza fretta per preparare la colazione. Che non è il ricaricare le batterie consueto del resto della settimana, ma un ulteriore momento di intimità e relazione. Rassettiamo la casa per uscire a fare la spesa ed un po’ di shopping. Prepariamo assieme il pranzo.

Il pomeriggio è il primo dei momenti che destiniamo alla nostra intimità. Poi usciamo per andare a fare una passeggiata, tempo permettendo.

Se il bilancio familiare lo consente, ci concediamo il lusso di una cenetta a due in qualche ristorantino accogliente. Ma ci va bene anche mangiare in pizzeria. L’importante è stare assieme.

La sera è il momento che destiniamo ai nostri fraterni amici. Destinazione cinema o, in mancanza di un buon film, direttamente a ballare.

E la serata culmina con il momento più bello della giornata…. che lascio alla vostra immaginazione.

Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l’ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Io mi sento sazia.

Domani è un altro giorno.

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