Il valore dell’amicizia
Io mi ritengo una persona estremamente fortunata sotto il profilo affettivo. Sono cresciuta in una famiglia stupenda, amorevole, presente e non ivadente, che ha fatto di tutto per farmi camminare con le mie gambe. Ho un marito eccezionale con cui ho un rapporto che non ho aggettivi per descrivere. E ho dei grandi amici, di quelli con la A maiuscola.
Chi trova un amico trova un tesoro. Io, nelle mia vita, di quelli veri ne ho trovati sicuramente tre. Uno, purtroppo, ci è stato strappato via dalla vita nel pieno della giovinezza per colpa di un male incurabile. Sono quelle amicizie antiche, nate ai tempi della scuola, e che vivono nel tempo indipendentemente dalle frequentazioni. Ci siamo perse di vista finito il liceo. Ci siamo ritrovate, ormai adulte, ed abbiamo ripreso a prenderci per mano come se il tempo si fosse nel frattempo cristallizzato.
Oggi ci ritroviamo a vivere un rapporto solidale molto bello. Tutte e tre sposate, l’amicizia da personale si è trasformata in familiare. I nostri mariti hanno scoperto di avere interessi comuni che hanno contribuito a suggellare il rapporto. I loro figli, crescendo assieme, hanno sviluppato un legame anche più forte di quello con i gugini.
E’ innegabile, però, che il motore dell’amicizia sia costituito da noi tre donne. Forse perchè il nostro rapporto è più vecchio e consolidato. Forse perchè è nato in una fase della vita particolare come l’adolescenza. Forse solo perchè l’amicizia fra donne è diversa di quella fra uomini. E’ un fatto che noi sentiamo la necessità di confontarci, anche solo telefonicamente, praticamente con ritmo quotidiano.
E’ bello sapere di avere persone che ti capiscono e che sono sempre pronte ad essere al tuo fianco. Ed è una gioia potere essere di aiuto, supporto, compagnia a chi ti conosce sin nel profondo dell’anima. E’ una liberazione sapere di potere essere te stessa fra della gente che non è pronta a giudicarti. Ed è una occasione continua di crescita potersi confrontare senza timori.
Come nelle parole di George Eliot, al secolo Mary Ann Evans:
Oh il conforto, l’inesprimibile conforto di sentirsi sicuro con una persona: di non avere né da pensare i pensieri, né da misurare le parole, ma solo da elargirli. proprio come sono pula e grano insieme, sapendo che una mano fedele li prenderà e setaccerà, terrà quello che vale la pena di tenere e poi, con il fiato della gentilezza, soffierà via il resto.