Armi di seduzione
Io sono nata e cresciuta nell’epoca della donna grissino, quella che aveva come icona la modella inglese Twiggy. Da piccolina ho un ricordo alquanto vago del periodo. Ma ricordo bene le mie sensazioni di adolescente bene in carne che si confrontava con modelli di bellezza dell’epoca, decisamente irraggiungibili e del tutto fuori dalla realtà.
E’ vero, noi donne siamo sempre pronte a modificare il nostro corpo per renderlo più bello e desiderabile. E troppo spesso facciamo follie per essere più seducenti. Ma c’è un limite a tutto. Peraltro, non ho mai capito cosa ci trovassero di attraente gli uomini in quei mucchi di ossa ambulanti.
Ciò nonostante per un bel periodo la situazione mi ha creato non pochi problemi. Mi vedevo bruttissima e non tolleravo le curve che la natura mi avevo dato. Sono stata male perchè non mi accettavo come ero. Anni di inferno, catturata dal miraggio delle diete dimagranti e dall’ossessione del brutto anatroccolo. Fortunatamente, un po’ per volta, grazie al sostegno di mia madre e della mia famiglia, sono riuscita a venirne fuori.
Ma come mi sarebbe piaciuto nascere una generazione prima!
Comunque, una volta uscita da questa sorta di calvario ho iniziato a guardare a me ed al mio corpo con occhi diversi. Ad essere più me stessa e meno conforme agli stimoli esterni. Di pensare ad una mia strada e non ad adattarmi a quella degli altri. Così, un po’ per volta, sono passata dal disprezzo per il mio corpo, per le mie curve, per quello che non si conformava ai modelli della moda, all’apprezzamento dei segni tangibili della mia femminilità.
Qualcuno sostiene che il modello di donna ipermagra, esile ed androgina, sia dovuta al fatto che moltissimi stilisti sono gay e che quindi non amano il fisico femminile. Io sono di una idea diversa. Che, più semplicemente, un corpo efebico sia solo più facile da vestire di un corpo formoso. Ma un corpo con le curve al posto giusto è sicuramente bello e seducente di una taglia 38. Meglio ancora se è aiutato dai giusti capi di vestiario.
Come aiuto il corsetto è veramente insuperabile. Sempre che sia il modello giusto, un buon corsetto valorizza i punti di forza e nasconde i piccoli inestetismi. Peraltro molte delle voci che circolano in merito ad esso sono mere fandonie, causate dall’uso improprio dello strumentio, fatto in passato ma anche ai giorni nostri.
E’ vero che l’uso all’estremo del corsetto porta a situazioni particolari, vedi quella di Cathie Young, che dichiara un girovita di 15″ (38 cm) e non per niente è presente nel ‘guiness dei primati’. Ma un uso accorto, senza esagerare nello stringere, nella giusta progressione di allacciamento, non crea alcun tipo di problema. Peraltro a me non piace assolitamente la modificazione permanente del corpo, come piercing, tatuaggi o culturismo.
Inoltre anche nell’ottocento, l’epoca d’oro dei corsetti, il vitino di vespa da 16″ (41 cm) era un mito più o meno come la taglia 36 di oggi. Prova ne è che la maggioranza dei corsetti conservati nei musei hanno girovita intorno ai 21″ (54cm), che è un valore del tutto normale.
E’ altrettanto vero, però, che il corsetto è un indumento che bisogna scegliere con cura, per capire quale è il modello migliore che esalti le nostre qualità. Che bisogna imparare ad indossare, specie se non si ha qualcuno che ci possa aiutare a vestirci. Che bisogna tenere nella giusta attenzione, proprio perchè se usato male può creare danni.
Essendo, poi, un’armatura che ha come scopo quello di stringere e strizzare, agli inizi non può essere certamente comodo. Ma come un paio di scarpe nuove, dopo un po’ si entra in adattamento reciproco. E, una volta compresse nella agognata forma, ci si sente comode, belle e seducenti.
E’ bello guardarsi allo specchio e verdersi un’altra persona.
(Sotto il profilo della seduzione… non sottovalutate il potere dell’allacciatura sulla schiena…)
link: il blog pinupdel2000
Lunedì, 19 Maggio 2008 a 14:12
Quando ero alle medie, pur di mascherare la pancetta da bambina che ancora non mi era andata via (e anche adesso, vent’anni dopo, continua a fare bella mostra di sé) avevo provato ad avvolgermi in una enorme benda elastica. Risultato ovviamente disastroso. In effetti, a ben pensarci, un corsetto sartoriale di buona fattura non dovrebbe essere altrettanto nocivo per la salute! Ma come diavolo si fa ad allacciarselo da soli??
Lunedì, 19 Maggio 2008 a 14:49
Può sembrare molto complicato, ma richiede solo un po’ di pratica. I corsetti sono allacciati davanti con un gancio chiamato busk e stringati sul retro. Si tratta di allargare la stringatura ed agganciare il corsetto davanti. Successivamente bisogna tirare le stringhe progressivamente, partendo dai bordi esterni e recuperando i lacci all’altezza del punto vita. L’operazione deve essere ripetuta alcune volte sino a raggiungere la posizione desiderata. Alla fine io, di solito, faccio un fiocco sul retro, ma è anche possibile fare girare i lacci attorno alla vita e legare le estremità sul davanti.
Quando lo allaccio da sola l’operazione porta via intorno ai cinque minuti, ma dipende sempre da quanto si vuole stringere. L’importante è procedere per gradi, cominciando a prendere la mano ed ad assuefarsi al corsetto un po’ per volta, stringendo molto poco all’inizio ed aumentanto poco per volta.