Legàmi
Riprendo spunto questo commento di Vanessa:
Una domanda mi giunge spontanea: ma non sei spaventata da questo modo di amare?
Cioè, io ho una visione molto molto romantica della sessualità.
La tua si mescola un poco alla violenza…
Ovviamente questa è la mia opinione personale…
per esprimere in modo (spero) un po’ più chiaro cosa penso in merito e quale è stata sino ad ora la mia esperienza.
Mi rendo conto che un approccio forse superficiale potrebbe fare pensare che in un rapporto di sottomissione come quello con mio marito possa esserci un substrato di violenza. Ma conoscendo la realtà delle cose è facile rendersi conto dell’esatto contrario.
Io sono una donna sicuramente non inibita, cosa che considero peraltro un pregio, ma altrettanto sicuramente forgiata sulla base di quelli che vengono comunemente definiti ’sani principi morali’. Giusto per fare un esempio, appartengo allo sparuto gruppo di mie coetanee giunte vergini al matrimonio. Per forma mentis io non concepisco il sesso se non come un elemento di un rapporto di amore.
Mi piacerebbe scrivere qualche aggettivo per meglio connotare il mio concetto di amore, ma riempirei una pagina. Mi fermo a quello che meglio descrive, per me, l’aspetto che vado analizzando. L’amore è complicità. La capacità delle due persone che si vogliono bene di muoversi nell’ambito dell’altro in maniera naturale e spontanea.
Quindi se c’è amore, vero amore, si annullano necessariamente individualità ed egoismi per muoversi tendendo al bene dell’altro. Giusto l’opposto della violenza, in cui piego la volontà dell’altro al mio egoismo.
Rimane il dubbio di fondo del ‘famolo strano‘, alla Verdone.
Ma siamo poi tanto sicuri che sia proprio così strano? Io non lo sono per niente.
A me piace parlare del mio rapporto proprio perchè sono felice, contenta e soddisfatta. Come me ci sono tante persone che nella loro vita di coppia hanno un solido rapporto condito da bondage o BDSM. Ma rientrando nella normalità della vita di coppia non ne parlano facilmente, così come difficilmente una coppia normale discute apertamente dei propri giochi d’amore, anche con amici intimi. I casi che vengono alla luce sono proprio quelli in cui il BDSM diventa sopraffazione dell’altro. Ma che sono una diversa sfaccettatura dei (purtroppo) tanti i casi di violenza contro le donne che si consumano nelle quattro mura domestica e che riempiono costantemente le pagine di cronaca dei giornali.
Io conosco personalmente svariate coppie normali che hanno nel loro rapporto una componente di bondage. Dato che non lo ritenengo un argomento tabù io ne parlo senza reticenze. E spesso trovo riscontri nell’esperienza di altri.
C’è poi da aggiungere un ultima considerazione: perchè si possa instaurare un rapporto come il nostro ci deve essere fra gli amanti un rapporto ben più profondo di quello sufficiente ad un rapporto occasionale. Io certo non potrei mai farmi legare da una persona di cui non avessi totale ed incondizionale fiducia, che non conoscessi nel prodondo dell’anima e di cui non avessi totale certezza dei reali sentimenti. Lo stesso, in chiave speculare, vale per mio marito.
Quindi nessuna violenza o coercizione. Nè sindrome di stoccolma. Ma un solido, reale, prodonfo legame di amore.
Martedì, 6 Maggio 2008 a 22:36
Penso che un pizzico si sano e incantevole esibizionismo si evidenzi chiaramente dalle parole che usi e dal linguaggio che adoperi con molta levità e voglia di stupire…
Certo, però che parlare di “normalità” in un rapporto a sfondo BDSM significa ammettere, in quella normalità, un’accezione molto vasta che richiederebbe, secondo me, un aggettivo diverso: piacevolezza.
Ciao.
Mercoledì, 7 Maggio 2008 a 07:53
Ti ringrazio per il commento.
Non l’ho esplicitato perchè credo che il piacere reciproco sia una delle fondamenta di un rapporto matrimoniale che funziona bene. Razionalmente non credo ci sia volontà di esibizionismo nei mei pensieri. C’è sicuramente la volontà di comunicare che una componente di B/D (l’S/M lo lasciamo ad altri) in un legame di coppia già forte può servire, se gradito e condiviso, a fortificare ulteriormente il rapporto.
Ciao.
Lunedì, 7 Luglio 2008 a 12:46
[...] e complicità che mai avrei pensato sarebbe stato possibile raggiungere. E’ un rapporto di interdipendenza di cui ho già parlato, per cui non voglio [...]