Questa notte riflettevo un po’ sulle evoluzioni degli interventi dei giorni scorsi e sui numerosi commenti che hanno generato, soprattutto sul blog di Alison.
La prima considerazione che ho fatto è che in materia ci sono un mucchio di preconcetti. Credo che sia relativamente normale che uno possa farsi una idea sbagliata con conoscendo a fondo una questione. Ma credo, allo stesso modo, che ognuno di noi dovrebbe essere pronto a rivedere le proprie posizioni qualora cambiassero le condizioni al contorno.
La cosa che mi ha colpito di più, però, è che una delle persone con idee preconcette fossi proprio io. Ero convinta che nel rapporto con mio marito le cose fossero del tutto chiare, mentre invece mi sbagliavo.
Alison diceva in un suo commento che anche lei, come Maria, spesso dormiva indossando calze e corsetto:
Come Maria, anche io dormo spesso indossando le calze, e, come lei, le ’sento’ e tocco i ganci. Mi predispone favorevolmente per il risveglio. Con Jan ho quasi sempre indossato le calze a letto, perchè nascondono tutte le mie imperfezioni e lo inducono a pensare che io sia pià giovane di quanto realmente sono.
Il mio commento, indiretto, è stato invece:
(…)l’essere sexy in pianta stabile mi suona strano, forzato. Io a casa vesto abiti informali e comodi. E di notte solitamente dormo nuda, con addosso solo la cintura.
Ma, come dicevo ieri in mio commento:
(…) mio marito questa mattina, leggendo i miei interventi, mi ha fulminata dicendomi “E’ un abbigliamento interessante per la notte. Dovresti prendere lezioni dalle tue amiche”… facendomi venire un tonfo al cuore ed innescando una serie di elucubrazioni che continuano ad ingolfare la mia testolina.
Mi direte: nulla di nuovo sotto al sole. Noi donne siamo abituate a fare (e subire) anche l’impossibile in virtù della bellezza, per sentirci ed apparire più belle, giovani e seducenti. Chi mi segue sa anche che le l’indulgere nelle piacevoli sensazioni derivanti dall’indossare determinati capi di abbigliamento non sono per me certo una scoperta.
Quello che per me è invece nuovo è il contesto: E’ vero che a casa passo molto poco tempo, ma nell’ambiente domestico – a parte i momenti speciali – ho sempre usato l’abbigliamento che ho descritto poc’anzi. La reazione di mio marito, che evidentemente apprezzerebbe un mio diverso atteggiamento (una diversa attenzione?) anche nel quotidiano spicciolo, mi ha colpito proprio perchè è giunta assolutamente inaspettata. E’ evidente che per lui il fatto che io sia sexy a casa ed anche durante la notte ha un significato preciso.
Parlandone ieri sera mi ha detto che è qualcosa che non ha mai razionalizzato, che la battuta è uscita d’istinto. E così…? o forse sono stata io poco attenta o, peggio, superficiale?
Su questo, e sulla opportunità di alcune mie affermazioni del tipo “Come è ovvio, non indosso il corsetto nella vita di tutti i giorni” con cui chiudo “Corsetti e Crinoline” sto facendo una profonda riflessione.
Ed una delle domande che mi pongo è: si veste per piacere (verbo) o per piacere (sostantivo)?
Io, probabilmente, per entrambi i motivi. Ma se dovessi sceglierne uno, oggi non saprei dire quale.