Troppo Rosa
Una delle strumentalizzazioni ricorrenti della politica nel momento delle campagne elettoriali è la chimera delle ‘quote rosa’. Io non sono una femminista, ma credo che una maggiore presenza delle donne nei ruoli più importanti della società possa solo portare beneficio alla nostra nazione. E non credo che questo debba essere fatto ‘per decreto’, ma favorendo l’evoluzione della cultura collettiva.
Non sono, quindi, favorevole alla introduzione delle ‘quote rosa’. E’ oggettivamente una presa in giro, visto che con l’attuale legge elettorale sono i partiti a decidere chi eleggere – a noi elettrici ed elettori resta ’solo’ la scelta della formazione politica – e imporre a questi di candidare una percentuale minima di esponenti del ‘gentil sesso’ è assolutamente ininfluente sul piano pratico: basta metterle in fondo alla lista.
Che però dalle ‘quote rosa’ si passasse al ‘troppo rosa’ è veramente il colmo. Mi riferisco all’uscita del presidente del PdL che, commentando la futura compagine di governo, ha dichiarato che saranno nell’esecutivo ben quattro donne. E quando gli è stato chiesto un commento sulla scelta di Zapatero di avere più del 50% di ‘ministre’ ha esternato che con tutte quelle donne nel consiglio dei ministri avrà difficoltà a tenerle a bada… Berlusconi ha poi dichiarato di essere stato frainteso.
Non voglio trarne spunti politici. L’episodio è però indice di quanto il nostro paese sia rimasto indietro rispetto ad aree dell’Europa, che sino a qualche lustro or sono ritenevamo ’svantaggiate’ rispetto alla nostra amata Italia. E testimonia il fatto che la parità fra uomo e donna in Italia è più formale che sostanziale.
Quello che le nostre classi dirigenti non riescono a realizzare e che una parità sostanziale può essere solo di grande beneficio alla crescita della nostra società ed economia.
Certo non è un caso che le regioni europee con più tasso indice di natalità siano l’Islanda e la Svezia, stati in cui è forte il sistema di supporto alle famiglie basato sulla uguaglianza di genere. In entrambe le nazioni i congedi parentali sono organizzati in modo tale da coinvolgere entrambi i genitori, in modo che non sia più rischioso per una azienda assumere una donna anzichè un uomo.
Il problema, quindi, deve essere affrontato alla base: mettendo le donne nella condizione di decidere liberamente del proprio futuro e non di dovere scegliere fra lavoro e maternità. Di potere contare su strutture publiche di sostegno e non necessariamente sui nonni. Di essere presenti nella società in una reale e sostanziale condizione di uguaglianza.
Così forse in politica potremo smettere di essere considerate una minoranza da tutelare.
link: El Pais
Venerdì, 2 Maggio 2008 a 08:55
[...] Ma probabilmente non è un caso che il primo post di questo blog ha dei risvolti che interessano la sfera politica. Non mi piace la maniera con cui viene gestita la cosa pubblica in Italia, dato che – indipendentemente dallo schieramento al potere – la solfa è sempre la stessa. E non credo proprio di essere la sola ad avere questa opinione. Il post si chiama ‘Troppo Rosa’ e lo trovate qui. [...]