Archivio per Aprile, 2008

Fantasia!

Posted in società con i tag on Mercoledì, 30 Aprile 2008 by castavita

Decisamente la mia nostalgite diventa sempre più intensa, rafforzata dal morbo della blogger che mi porta a scrivere più e sempre più scemenze. Non finisce mai di sorprendermi come la mente lavori in background, rimescolando argomenti ipertecnologici e commenti letterari per scovare dal profondo della memoria suoni, odori e sensazioni di cui non avevo più traccia (conscia), in una complessità di interconnesioni che fa apparire l’ipertesto del web un gioco da bambini.

Mà sono proprio i giochi dei bambini su cui oggi si soffermano i miei pensieri a zonzo. Elucubrazioni su come si sia trasformata l’attività ludica nel corso dei pochi decenni che separano la mia generazione da quella odierna.

Io non ho (ancora, spero) avuto il piacere di avere figli, ma vivo comunque la questione dalla prospettiva un po’ più distaccata, ma pur sempre coinvolgente, della zia. Memore delle mie esperienze di bimba, cresciuta in tranquillità e serenità nella probincia del sud.

Devo dire che nei primi anni di vita della mia nipotina sono rimasta favorevolmente impressionata dai progressi che la tecnologia ha portato nei giocattoli dell’infanzia. E’ indubbio che il salto epocale fra i giocattoli vintage e quelli ordierni a base di microchip ha consentito di creare prodotti stimolanti per lo sviluppo delle capacità cognitive dei bambini durante le prime fasi della vita.

Ma, progressivamente con il crescere dell’età, la bilancia fra vintage e moderno ha cominciato progressivamente a pendere nell’altro senso.

Io ho sempre considerato il gioco un elemento estremamente importante della crescita di ogni individuo. L’attività ludica è il mezzo con i bambini esprimono le loro fantasie, proiettano i propri desideri e metabolizzano le esperienze di tutti i giorni. Senza entrare in analisi socio-psicologiche che non mi conpetono, la parole parole chiave del ‘gioco’ sono, per me: libertà, fantasia e simbolismo. 

Tutto ciò che manca in tante manifestazioni ludiche modene, che mi sembrano invece l’esatto contrario. Le bambine di oggi sembrano tutte andate di testa per la bratz o la winx di turno, i maschietti per l’equipollente supereroe del momento. Il conformismo dilaga, grazie al martellare della pubblicità. E lo spazio alla libertà ed alla fantasia si assottiglia sempre di più. Tanto è vero che tanti bambini oggi non sono più allenati a giocare con la fantasia – e se non hanno a portata di mano tutto l’armamentario di merchandising del loro beniamino si annoiano a morte.

Sarò nostalgica, ma la mia generazione era sicuramente più libera e più fantasiosa. E’ vero, anche io da piccola ero pazza per cicciobello. Ma la mia bambola più cara era di pezza ed era stata battezzata da me. Non chiudeva gli occhi, non parlava, non faceva la pipì – il massimo per la tecnologia dell’epoca. Ma mi faceva viaggiare con la fantasia. Ed era mia, solo mia. Ci bastava molto poco per giocare: era sufficiente quel pizzico di fantasia per trasformare oggetti di uso quotidiano nel più interessante dei giocattoli. E se non potevamo avere qualcosa, trovavamo subito il modo di organizzare dei surrogati.

Non credo che la creatività dei bambini di oggi sia minore della nostra, anzi. Ma credo che forse faremmo bene a dare loro meno televisione e più occasioni di fare viaggiare la fantasia. Anche con il nostro aiuto.

Buon compleanno, Michelle!

Posted in società con i tag on Martedì, 29 Aprile 2008 by castavita

Michelle Pfeiffer ha compiuto oggi 50 anni, portati spendidamente.

A me è piaciuta molto in film come ‘I Favolosi Baker’, ‘Le Verità Nacoste’, ‘Batman returns’.

Avete visto ‘Le Verità nascoste’? Per me è il film meno bello di Bob Zemeckis. Ma sicuramente quello con la peggiore locandina: Si è mai visto un film giallo, che si rifaceva alla tradizione di Hitchcock, indicare a chiare lettere il nome dell’assassino sotto il titolo del film? Bah.

Comunque l’interpretazione della Michelle era stupenda.

Buon Compleanno! 

Klaatu barada nikto

Posted in Io con i tag , on Martedì, 29 Aprile 2008 by castavita

In tema di nostalgia, la mia mente ha ripreso a girovagare nelle piege della memoria leggendo questo post.

Non leggo un romanzo di fantascienza da alcuni lustri, ma il genere ha per lungo tempo affascinato la mia mente di adolescente che, abbandonate baby mia e dolce forno, divorava qualsiasi libro le venisse a tiro.

Conservo ancora una piccola collezione, sottoinsieme dei tanti libri letti (buona parte ‘Urania’ e derivati) a casa dei miei genitori e devo dire che a molti di quei volumi sono tutt’ora molto affezionata.

Il genere è sicuramente stato molto bistrattato dalla critica letteraria, che troppo spesso lo ha relegato nella serie ‘Z’. Ma sebbene ci sia stata in giro fin troppa paccottiglia, molte delle opere degli autori principali sono degne di rispetto. E’ vero, certa fantascienza – specie se tecnologica – riletta ad anni di distanza fa almeno curvare all’insù gli angoli delle labbra… Ma ci sono opere che mantengono nel tempo la loro forza immutata.

Il ‘mio’ autore preferito era Philip K. Dick, probabilmente per una certa affinità di carattere che mi facevano sentire le use opere molto vicine al mio essere. Come i più bravi scrittori di fantascienza, ha manifestato la grande capacità di prefigurare problematiche che, nel tempo, si sono trasformate in questioni reali. Così come molti dei suoi racconti sono diventati sceneggiature cinematografiche. Primo fra tutti ‘Il cacciatore di androidi’, da cui è stato tratto il capolavoro di Ridley Scott, Blade Runner, ma sono da ricordare anche ‘Rapporto di Minoranza’ (Minority Report, di Spilberg) e ‘Ricordiamo per Voi’ (Atto di Forza, di Verhoeven).

Un altro dei miei autori preferiti è stato Robert A. Heinlein, autore de ‘la storia futura’, una serie di racconti costruita sulla traccia di una visione storica della evoluzione degli abitanti della terra. ‘La luna è una severa maestra’, ‘Universo’, ‘Oltre l’orizzonte’, ‘Fanteria dello spazio’ (da cui è stato tratto un film che a me non è piacito per niente) sono romanzi che vale la pena leggere.

Altri due autori che mi hanno fatto sognare, ma che mi hanno profondamente deluso alla fine della loro carriera sono Arthur C. Clarke, venuto a mancare da pochi giorni,ed Isaac Asimov.

Clarke è autore di bellissimi romanzi, peraltro tutti suffragati da una rigida coerenza scientifica. E’ stato il primo a teorizzare l’uso dei satelliti geostazionari in ‘Le sabbie di Marte’, e la zona in cui questi si muovono in orbita sincrona con la rotazione terrestre è denominata appunto ‘Fascia di Clarke’. Ha prodotto opere di grande bellezza: ‘Le fontane del paradiso’, ‘Le guide del tramonto’, ‘Rama’.  Con Rama è però scivoltato sulla proverbiale buccia di banana, stirando il romanzo in una serie di quattro volumi, ma di livello, a mio modesto avviso, decisamente scarso. Mancanza di creatività? Sfruttamento commerciale?

Per Asimov il discorso è diverso, ma i risultati analoghi. Nella sua produzione vi sono romanzi di grande respiro (cito solo ‘Neanche gli Dei’), ma è ricordato come l’autore di due ’serie’ originalissime – il ciclo dei ‘Robot’ e il ‘Ciclo della Fondazione’. Nel primo dipinge l’evoluzione del rapporto fra gli uomini ed i robot prositronici, in grado di pensare, dotati di una personalità, ma legati alle ‘leggi della robotica’, una sorta di sistema di sicurezza per evitare che potessero diventare pericolosi. Nel secondo, la caduta dell’Impero Galattico e la costruzione di un nuovo ordine attraverso una serie di vicende intricate e complesse.
Asimov, in tarda età, ha deciso di unificare le due ‘linee’, scrivendo altri romanzi. Il risultato non mi è piaciuto affatto e credo che anche l’originale ‘trilogia galattica’ venga dennaggiata dall’incorporazione nella esalogia (?). Il mio sospetto è che Asimov si sia sentito sminuito dal paragone con Heinlein e la sua ’storia futura’ ed abbia deciso di correre ai ripari. O, forse, che più semplicemente era meno impegnativo lavorare su temi già noti. Lasciandomi, comunque, profondamente delusa.

Vi sarete chiesti cosa significa il titolo.

E’ una famosa frase di Ultimatum alla Terra, un cult della fantascienza cinematografica postbellica. E’ passato recentemente su sky. Se vi capita dateci una occhiata: è una spendida fotografia delle paure dell’umanità al termine della seconda guerra mondiale.

Like a lover

Posted in Musica con i tag , , on Lunedì, 28 Aprile 2008 by castavita

Un po’ di musica…

E’ uno dei tanti brani che amo, per la melodia, il testo, l’arrangiamento, la voce, il ritmo… Ve ne traduco il testo, ma vale la pena leggerlo in lingua originale:

Come un amante, il Sole
Sale lentamente e ti sveglia con un bacio.
Il tuo sorriso è morbido e assonnato
Mentre lo lasci giocare sul tuo viso.
Come sogno di poter essere come il Sole per te.

Come invidio la tazza che tocca le tue labbra,
fammi esserlo, amore.
E il tavolo che tocca i tuoi polpastrelli,
fammi esserlo.
Metti fine a questi gorni e notti solitari,
senza te.

Come un amante, il Vento del fiume
Muove ed ongeggia
Le sue dita nei tuoi capelli
Si sofferma sulle tue guance
Non conoscendo un luogo più dolce.
Come sogno di poter essere come il Vento del fiume per te.

Come un amante, la Luna vellutata
Condivide il tuo cuscino e ti guarda dormire
Arriva silenziosamente in punta dei piedi
Avvolgendoti dolcemente con il suo abbraccio
Come sogno di poter essere come la Luna vellutata per te.

Come sogno di poter essere come il Sole per te.
Come sogno di poter essere come il Vento del fiume per te.
Come sogno di poter essere come la Luna vellutata per te.

Like a lover, di Dori Caymmi, Nelson Motta, M. Bergman e A. Bergman, nella esecuzione di Sergio Mendes e i Brasil’66 la potete ascoltare qui. E’ apparsa per la prima volta nell’album Look Around, del 1967, e quindi è più vecchia della vostra blogger. Ma Sergio Mendes era uno dei musicisti preferiti dai miei genitori, e piace molto anche a me.

l brano, pur essendo una cover come molti altri degli esordi di Mendes, è di diversi ordini di grandezza più bello dell’originale e delle altre, numerose versioni di artisti dell’area brasiliana. Merito degli arrangiamenti e del ritmo di Mendes e della voce di Lani Hall, una delle due vocalist del gruppo (l’altra era Janis Hansen). Lani Hall, moglie di Herb Alpert, è una delle mie voci femminili preferite, assieme a quella di Karen Carpenter e Eva Cassidy.

Io non sono sola, il mio amore è qui con me, ma il brano evoca molto nella mia mente e mi emoziona ogni volta che lo ascolto. Potenza della musica.